Bilaterali e UE: Lega e PPD si azzuffano
Lunedì una lettera firmata PPD e indirizzata a Doris Leuthard, in cui si chiedeva al Consiglio federale di non considerare l'entrata della Svizzera nell'UE. Ieri la risposta. Firmata, però, Lega dei Ticinesi. In un periodo in cui solitamente la politica cantonale langue, i due schieramenti politici infiammano la scena ticinese rivendicano il 'copyright' di temi legati ai rapporti con l'Europa. E non se le mandano certo a dire.
Il PPD – scrive il movimento di Giuliano Bignasca in un comunicato – "in perfetto stile slalomista-uregiatto si proclama ora contrario all'adesione dell'Unione europea". Una posizione che, in via Monte Boglia, non si riesce a mandare giù, poiché sarebbe impossibile "cancellare con un colpo di spugna – o piuttosto con una conferenza stampa – anni di politica filoeuropeista. I sottili ed uregiatti distinguo 'sì ai bilaterali ma no deciso all'UE' non reggono: o si è a favore dell'integrazione europea, di cui i Bilaterali sono una tappa fondamentale, o si è contrari". In sintesi, al PPD viene rinfacciato di saltare sul 'carro antieuropeista' unicamente in vista delle prossime elezioni cantonali.
Non si è fatta attendere la reazione del PPD che ha definito la presa di posiziona della Lega dei Ticinesi come "stizzita, isterica e irrispettosa", oltre che incomprensibile. I pipidini sostengono infatti che le loro idee in materia di UE siano figlie della posizione della presidente della Confederazione.




