Bike sharing a Lugano e Paradiso
Con 58 biciclette e cinque postazioni di arrivo/partenza i Comuni di Lugano e Paradiso hanno inaugurato oggi l’offerta di biciclette a noleggio a disposizione di chiunque desideri spostarsi nel circuito cittadino inforcando una due ruote. Il bike sharing è semplice, pratico, ecologico e razionale: consente di potersi muovere in Città evitando i problemi legati al traffico e al posteggio. Come funziona? Le 58 biciclette sono distribuite nelle cinque stazioni di Contrada di Verla, Campo Marzio, Stadio, Paradiso centro e Fornaci ed è possibile utilizzarle grazie ad un’apposita carta magnetica acquistabile agli sportelli del Dicastero Giovani e a Lugano Turismo. Il servizio è attivo tutti i giorni 24 ore su 24 ed è stato promosso dai due Comuni interessati con il sostegno di AIL e TCS- Gruppo del Luganese e Fondo clima Lugano Sud.
Fin qui la cronaca. Il dietro le quinte, invece, merita un approfondimento perché prima di giungere al varo di questa novità assoluta per il Ticino sono occorsi quattro anni, comprensivi anche di una brusca frenata determinata dalla decisione del Municipio luganese di respingere una mozione del 1996 presentata in questo senso tra gli altri dai PLR Giordano Macchi e Roberto Badaracco e sostenuta dal gruppo di consiglieri comunali “In bici per Lugano”. La mozione fu respinta dal Muncipio principalmente per motivi economici ma il Consiglio comunale l’approvò comunque. Arenatasi per un paio d’anni è finalmente giunta a buon fine grazie allo sprint di questi ultimi mesi raccogliendo sin da subito il plauso della popolazione.
E' un po’ come se gli slanci innovativi fossero ancora destinati a scontrarsi con le vecchie abitudini, con lo scetticismo che scaturisce dal voler fare come s’è sempre fatto.
La mobilità lenta è uno degli elementi sui quali le autorità comunali dovranno forzatamente chinarsi in un futuro quanto mai immediato se, come è unanimemente auspicato, si vorranno sgravare i centri cittadini dal traffico che li invade.
Il bike sharing è una soluzione lungimirante, così come lo sarà la scelta di favorire pedoni e ciclisti negli spostamenti all’interno degli agglomerati urbani, laddove, oggi, il ciclismo – a causa dei pericoli della convivenza con le automobili- è da considerarsi ancora uno “sport estremo”.





